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Sport agonistici invernali, servono screening mirati

Sono stati presentati nuovi dati sugli atleti d’élite e precisamente su uomini e donne che hanno gareggiato ai Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina (febbraio 2026). L’analisi effettuata su 340 atleti (età media 26,8 anni) ha rilevato condizioni cardiovascolari (aritmiche o attestate dall’imaging) e metaboliche che richiamano a una maggiore attenzione e a una valutazione multidisciplinare nel tempo per rilevare precocemente eventuali anomalie. Lo studio è stato effettuato dall’Institute of Sports Medicine and Science (CONI) e dai ricercatori dell’Università La Sapienza di Roma (1).
I risultati
Dopo le valutazioni di secondo livello, alterazioni cardiovascolari sono state confermate in 31 atleti, tra cui dilatazione atriale, dilatazione della radice aortica, anomalie valvolari, prolungamento borderline dell’intervallo QT e cicatrici miocardiche. Un solo atleta è stato giudicato non idoneo all’attività sportiva agonistica a causa di un’estesa cicatrice miocardica associata ad aritmie mentre 16 atleti sono stati indirizzati a un follow-up periodico. Sul versante cardiometabolico, invece, 79 atleti (23,2% dell’intero campione) presentavano anomalie che consistevano prevalentemente in una ipercolesterolemia isolata.
Le modalità dello screening
L’indagine ha previsto uno screening di base: anamnesi, visita clinica, misurazione della pressione arteriosa, ECG a 12 derivazioni, ecocardiogramma transtoracico, test cardiopolmonare da sforzo ed esami ematici e urinari. In alcuni casi si è proceduto a un approfondimento di secondo livello con Holter ECG, risonanza magnetica cardiaca, angio-TC coronarica, ecocardiografia da stress o studio elettrofisiologico. Un protocollo che ha seguito i principi dettati dalle ultime linee guida ESC per la definizione del profilo di rischio individuale tenendo conto dell’eventuale cardiopatia presente e della natura dello sport praticato (2,3).
Gli atleti sono stati suddivisi secondo le categorie ESC (skill, power, mixed, endurance).
Le conclusioni
Gli autori affermano che l’implementazione di un protocollo di screening avanzato e multidisciplinare può consentire l’identificazione di anomalie clinicamente rilevanti potenzialmente in grado di influenzare sia la sicurezza sia la performance degli atleti. “Questi risultati evidenziano l’importanza di strategie di screening mirate negli sport invernali e supportano il ruolo di una valutazione cardiovascolare completa negli atleti olimpici” (1).
Riferimenti
1 – Squeo MR et al. Cardiovascular and metabolic findings in elite athletes undergoing screening for Milano-Cortina 2026 Winter Olympic Games: insights from the Italian Olympic Screening Program. Med Sport 2026;79(1):22-30
doi 10.1728/4733.47493 https://www.sportsmedicinejournal.com/archivio/4733/articoli/47493/
2 – Pelliccia A et al. 2020 ESC Guidelines on sports cardiology and exercise in patients with cardiovascular disease: The Task Force on sports cardiology and exercise in patients with cardiovascular disease of the European Society of Cardiology (ESC). Eur Heart J 2021; 42(1):17-96
3 – Ambrosino F, CardioInfo, luglio 2026. Cuore e metabolismo degli atleti olimpici: lo screening in occasione di Milano-Cortina 2026. https://cardioinfo.it/news/cuore-e-metabolismo-degli-atleti-olimpici-lo-screening-in-occasione-di-milano-cortina-2026/