IL PROGETTO CV-PREVITAL

CV-PREVITAL di Rete Cardiologica visto da vicino

CV-PREVITAL è un grande progetto nazionale alla cui realizzazione cooperano molte realtà diverse, 12 IRCCS, circa 200 medici di Medicina generale del consorzio Co.S, e 200 farmacie associate alle articolazioni territoriali di Federfarma Lombardia.

L’obiettivo principale è quello di rispondere alla domanda: è possibile migliorare la prevenzione cardiovascolare prendendo per mano e accompagnando a passo a passo le persone nel loro percorso di prevenzione mediante uno strumento digitale (una APP) che fornisca una serie di contenuti educazionali, strumenti per aiutare a ricordarsi quando assumere i farmaci o controllare pressione arteriosa, glicemia, colesterolo e i livelli di altri fattori di rischio, facilitando così al paziente la gestione e la cura delle sue patologie.

Spiega il Prof. Damiano Baldassarre, co-principal investigator dello studio CV-PREVITAL: “Ci proponiamo di verificare scientificamente se un sistema di questo genere funziona, cioè se è davvero in grado di rendere le persone più consapevoli della propria salute cardiovascolare e aiutarle a diventare vere protagoniste delle proprie scelte in termini di prevenzione. Il progetto mira inoltre a verificare quali siano i contesti in cui il sistema funziona di più e meglio: gli ambulatori dei medici di Medicina generale, dai quali proverranno circa 50.000 soggetti, le farmacie del territorio e i centri specialistici degli IRCCS”. Nel complesso, i partecipanti allo studio saranno oltre 80.000. Ed ecco che incontriamo subito il primo, importantissimo valore aggiunto di essere parte di una rete, come la Rete Cardiologica: nessuno degli Istituti partecipanti al progetto sarebbe stato in grado di raggiungere una simile numerosità, che tuttavia è indispensabile per garantire il peso statistico necessario alla scientificità dello studio.

CHI SARANNO I PARTECIPANTI ALLO STUDIO PREVITAL?

Si tratta di una popolazione volutamente molto eterogenea: le persone arruolate dai medici di Medicina generale sarebbero state più che sufficienti, in termini di peso statistico, di numerosità, per dare allo studio il necessario valore scientifico. I risultati provenienti da tutti gli altri cittadini arruolati in altre sedi, come le farmacie o gli IRCCS, ci diranno se il sistema funziona anche lì, e ci permetteranno di verificare la generalizzabilità del metodo ed il suo effettivo impatto sulla salute dei partecipanti

Per poter essere incluse nello studio, le persone devono essere in prevenzione primaria, cioè non devono aver avuto in passato un evento cardio o cerebrovascolare, devono essere over 45, possedere uno smartphone e avere una certa dimestichezza con le APP.

QUALI DATI SARANNO RACCOLTI CON IL PROGETTO?

Saranno raccolti due tipologie di dati, in forma pseudonimizzata:

1) in tutti i partecipanti saranno  raccolti dati all’ingresso e durante il follow-up attraverso  una serie di questionari (somministrati da personale sanitario o autosomministrati) e con un piccolo numero di misurazioni dirette (misurazione della pressione arteriosa, dell’emoglobina glicata, del colesterolo totale, ecc.): questi dati costituiscono la scheda personale dei partecipanti e sono caricati sulla piattaforma della Rete Cardiologica;

 

2) nei partecipanti randomizzati all’utilizzo della APP, saranno  raccolti dati anche con la APP che, come gli altri, confluiranno nella banca dati della Rete, sempre in maniera anonima.

Vi sono poi altri dati, che saranno raccolti dai singoli IRCCS partecipanti al progetto, per portare avanti una serie di studi ancillari su obiettivi specifici, che vanno al di là dell’obiettivo primario del progetto CV-PREVITAL. Studi che serviranno per rispondere a domande più “fini”. Ad esempio, un gruppo di ricercatori di uno degli IRCCS potrà essere interessato a capire se dopo un anno di utilizzo della APP oltre ai livelli di colesterolo, di pressione arteriosa ecc, si produce anche un miglioramento a livello di danno d’organo. In altre parole, “con il CV-PREVITAL, la Rete Cardiologica ha creato una potentissima infrastruttura dati e organizzativa che i vari IRCSS (o la Rete stessa) potranno utilizzare per altri progetti, senza dover reinventare tutto dall’inizio”.

Un altro vantaggio estremamente importante del progetto CV-PREVITAL è che grazie all’infrastruttura che è stata sviluppata per il suo svolgimento , con minime modifiche rispetto all’assetto attuale, gli IRCCS potranno interagire direttamente con i medici di Medicina generale e con le farmacie del territorio. E c’è di più: per poter concorrere al finanziamento del progetto la Rete Cardiologica ha anche dovuto dotarsi di una struttura legale-amministrativa con il know-how indispensabile per attuare procedure di evidenza pubblica, una competenza che ora è a disposizione dei vari IRCCS.

Il CV-PREVITAL costituisce quindi uno strumento generale che potrà fungere da incubatore di ricerca per i singoli IRCCS partecipanti alla Rete. Un valore aggiunto importantissimo, che giustifica il finanziamento di 10 milioni di euro stanziato dal Ministero della Salute per il progetto.

SU QUALI FATTORI SI CONCENTRA L’INTERVENTO BASATO SULL’USO DELLA APP?

Grazie alla APP il progetto CV-PREVITAL di Rete Cardiologica, il partecipante sarà accompagnato nella prevenzione con consigli e indicazioni, “non soltanto sui fattori di rischio convenzionali (livelli elevati di pressione arteriosa, colesterolemia, glicemia, ecc.), ma anche  sui cosiddetti fattori di rischio emergenti, come ansia, depressione, alterazioni del sonno e alcune caratteristiche psico-comportamentali..

COME INTERVIENE LA APP SUI FATTORI DI RISCHIO E SUGLI STILI DI VITA SCORRETTI?

Facciamo un paio di esempi: se dai questionari d’ingresso emergesse che il partecipante ha una predisposizione all’ansia, gli saranno proposti consigli ed esercizi per aiutarlo a controllare l’ansia. Se emergesse una inconsapevole predisposizione ad un aumentato rischio cardiovascolare, riceverà informazioni che lo aiuteranno a mettere a fuoco e quindi a diventare consapevole del problema che potrebbe incidere anche sulla salute del proprio cuore”. Questo sarà ottenuto attraverso l’utilizzo di diverse funzioni della APP, quali informazioni educazionali, memo relativi a attività da compiere nella giornata, “alert” circa l’assunzione della terapia, etc.

Per coinvolgere maggiormente i partecipanti allo studio, la APP contiene anche sezione basata sul gioco: con comportamenti “virtuosi” in termini di prevenzione cardiovascolare, l’utente potrà raccogliere un tesoretto di “punti conoscenza”, diventando consapevole di quanto il suo sforzo potrà aiutare la comunità scientifica ad identificare e validare gli interventi più efficaci.

COME SARANNO MISURATI I RISULTATI?

A un anno di distanza, i ricercatori verificheranno se e come sono cambiati i fattori di rischio che il partecipante aveva all’inizio dello studio, vale a dire se l’intervento ha permesso di modificare effettivamente i livelli di colesterolo, glicemia, pressione arteriosa, sonno, ansia, depressione e così via.

Il progetto CV-PREVITAL comprenderà anche un secondo modulo di ricerca, che permetterà di contare gli eventi cardiovascolari che si saranno verificati a distanza di sette anni, così da poter dimostrare se l’intervento è in grado non solo di modificare i fattori di rischio ma anche di ridurre la probabilità di sviluppare eventi cardiovascolari come un infarto cardiaco o un ictus. Per questa importantissima seconda fase, si stanno cercando le risorse.

Il CV-PREVITAL si propone anche di raccogliere campioni biologici per studiare meglio i meccanismi di un aumentato rischio cardiovascolare, seguendo un modello analogo a quello che si sta sperimentando per mettere in rete anche le biobanche, – cioè le strutture che raccolgono e conservano i campioni di sangue, le linee cellulari, gli acidi nucleici e le proteine (indispensabili per la ricerca scientifica), – creando una vera e propria “Biobanca Diffusa”.

GLI OBIETTIVI SCIENTIFICI DEL CV-PREVITAL


 


 


Redazione contenuti: Next Health