NOME ISTITUTO

IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri

INDIRIZZO

Via Giuseppe La Masa 19, 20156 Milano

ANNO DI FONDAZIONE

1961

AMBITO

Ricerca Biomedica

TELEFONO

+39 02 390141

SOCIAL
DIRETTORE SCIENTIFICO

Prof. Giuseppe Remuzzi

IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri

L’ Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS è una Fondazione privata senza scopo di lucro nata a Milano nel 1961 per volontà di Mario Negri (1891-1960), gioielliere e filantropo milanese, e su iniziativa di Silvio Garattini, fondatore e direttore fino al giugno 2018. Dal 1 luglio 2018 il direttore dell’Istituto è Giuseppe Remuzzi.

L’istituto ha iniziato la sua attività a Milano nel 1963 con un gruppo di 22 persone e oggi ha tre sedi: Milano, Bergamo e Ranica (BG), dove lavorano circa 750 persone.

L’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS opera nel campo della ricerca biomedica e il suo fine è contribuire alla difesa della salute e della vita umana.  All’inizio del 2013, l’Istituto è stato riconosciuto come IRCCS, Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, per la farmacologia e la sperimentazione clinica delle malattie neurologiche, rare e ambientali.

Oltre alla ricerca, l’Istituto svolge anche un’intensa attività di formazione per tecnici di laboratorio e ricercatori laureati. Contribuisce inoltre con molteplici iniziative alla diffusione della cultura scientifica in campo biomedico, sia in senso generale che a specifico sostegno della pratica sanitaria, per un uso più razionale dei farmaci. I risultati ottenuti dai ricercatori dell’Istituto Mario Negri sono raccolti in oltre 14.000 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali e hanno suscitato tale interesse che nel 2003 tra i primi 50 ricercatori italiani di tutte le discipline scientifiche più citati nel mondo, quattro hanno lavorato presso l’Istituto.

L’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS per scelta non brevetta le proprie scoperte, preferendo metterle gratuitamente a disposizione della comunità scientifica e dei pazienti. Ha sempre mantenuto la propria indipendenza dall’industria, dallo Stato, dalla politica, finanza, ideologie religiose e dall’Università, schierandosi dalla parte degli ammalati.

Il bilancio dell’Istituto non può essere coperto per più del 10% da una sola fonte. Ciò permette la libertà nella selezione dei temi di ricerca, la massima possibilità di collaborazione senza dover sottostare alla confidenzialità e alla segretezza dei dati. Operando con la massima libertà d’iniziativa e di azione, si è dato l’efficienza tipica delle organizzazioni private al servizio dell’interesse pubblico.