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La nuova risorsa Altems per la prevenzione cardiovascolare

La prevenzione cardiovascolare passa dalle soluzioni innovative e le scienze comportamentali
Le scelte quotidiane dei cittadini impattano non solo sul loro stato di salute ma anche sulla sostenibilità economica della Sanità pubblica. In particolare per quanto riguarda le patologie cardiovascolari, i bastioni della prevenzione sono troppo spesso disattesi. Proprio per questo motivo l’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari (ALTEMS) ha fondato di recente l’Osservatorio sull’Economia della Salute Pubblica. È la prima piattaforma italiana che combina modellistica economica, integrazione delle nuove tecnologie e scienze comportamentali. 

L’obiettivo è offrire una consulenza diretta ai politici per tradurre la ricerca in azione”, spiega Giuseppe Arbia, Direttore di Altems, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. “La nostra nazione dovrà passare da un modello di assistenza sanitaria reattivo e basato sul trattamento a un approccio sistemico e proattivo in cui l’intervento precoce, le strategie di salute comportamentale e le soluzioni innovative, come intelligenza artificiale e digital health, siano prioritarie”. L’Osservatorio si compone al riguardo di un team multidisciplinare con esperti di economia sanitaria, statistica, econometria e sanità pubblica, italiani e internazionali. Puntando sulla prevenzione e sulle nuove tecnologie si stima che l’SSN potrebbe arrivare a risparmiare circa un miliardo di euro ogni anno.

Sono quattro i grandi capitoli sui quali si devono incentrare le strategie di prevenzione. Sicuramente l’abolizione del fumo o il passaggio a prodotti senza combustione che potrebbero portare a risparmi superiori a 700 milioni di euro all’anno. Eccessivo anche il consumo di alcol che apre la strada a ipertensione, malattie cardiovascolari e oncologiche oltre a danni epatici. Mentre ancora oggi ben il 40% della popolazione italiana non svolge alcun tipo di attività fisica con un aumento del rischio di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, obesità, cancro al colon, ipertensione, osteoporosi, depressione e ansia. Agire su questo aspetto consentirebbe di ottenere ulteriori importanti risparmi per l’SSN. Infine, l’alimentazione e l’eccessivo consumo di zuccheri che moltiplicano il rischio di sviluppare malattie croniche tra cui quelle cardiovascolari. 

In definitiva, l’Osservatorio si propone di contribuire alla realizzazione del nuovo Piano Nazionale di Prevenzione potenziando l’acquisizione dei dati e i sistemi di monitoraggio con un occhio di riguardo alle disparità regionali che ancora esistono nel nostro Paese in ambito preventivo. Le esperienze di altri Paesi UE vanno poste all’attenzione dei politici anche implementando i programmi di prevenzione sui luoghi di lavoro. Così come sarà necessario integrare le soluzioni digitali e l’intelligenza artificiale per perseguire un controllo personalizzato della salute dei cittadini e prendere tempestivamente opportuni provvedimenti. Tutto questo naturalmente – sottolineano i responsabili di Altems – si può ottenere in collaborazione e mettendo a frutto le competenze degli operatori sanitari, dal medico di medicina generale al farmacista.

Tra le iniziative italiane, ricordiamo che il miglioramento della prevenzione in ambito cardiovascolare è l’obiettivo centrale dello studio CVrisk-IT, promosso dalla Rete cardiologica italiana e finanziato dal Ministero della Salute.

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