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Rassegna stampa. Prevenzione cardiovascolare primaria su larga scala: ecco i numeri che ridefiniscono la percezione del rischio

Oltre 27.000 cittadini coinvolti, più di 1.000 variabili raccolte per ciascun partecipante, 2 milioni di messaggi educazionali personalizzati inviati tramite App: sono i numeri, ragguardevoli, che definiscono la dimensione di CV Prevital, il progetto nazionale di prevenzione cardiovascolare illustrato al Senato da Roberta Baetta, project manager dello studio, nell’ambito di un incontro in cui si è parlato, tra l’altro, di strategie di prevenzione cardiovascolare in Italia e in Europa.

Il progetto

CV Prevital nasce da un mandato del Parlamento che ha affidato alla Rete Cardiologica IRCCS la valutazione della fattibilità e dell’efficacia di modelli di prevenzione primaria basati su tecnologie digitali. Obiettivo: produrre evidenze utili al decisore pubblico. Al progetto hanno partecipato 14 IRCCS associati alla Rete che hanno operato in modo coordinato su scala nazionale.

Come ha spiegato Baetta, ricercatrice all’IRCCS Centro Cardiologico Monzino, associato alla Rete, lo studio clinico – multicentrico, prospettico, randomizzato e controllato – ha coinvolto oltre 27mila cittadini a partire dai 45 anni di età, privi di una storia nota di malattia cardiovascolare, con una partecipazione femminile superiore al 50%.

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