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Prevenzione cardiovascolare guardando al rene
La malattia renale cronica aumenta il rischio di malattie cardiovascolari
Le malattie renali (KD) si associano a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari (CVD), un problema accertato per la sanità pubblica globale. Una recente indagine del Beijing Hospital pubblicata su Renal Failure ha analizzato i trend previsti dal 2022 al 2050. La buona notizia è che nelle prossime decadi si attende un declino dell’incidenza delle CVD correlate a KD ma l’impatto sarà certamente più elevato per alcune categorie di persone: tra queste gli anziani, la popolazione maschile rispetto alla femminile e le persone che vivono in aree geografiche con un basso indice sociodemografico (SDI). Occorre quindi mettere a punto strategie personalizzate in grado di mitigare l’impatto nelle categorie considerate più a rischio.
Lo studio cinese si è servito del database del Global Burden of Disease analizzando i dati raccolti dal 1990 al 2021. Le malattie cardiovascolari, concludono gli Autori, restano una sfida globale per la salute pubblica. E si segnala che occorre varare strategie disegnate sulle specificità regionali perché, ad esempio, Asia centrale ed Europa orientale sono più colpite dal problema a differenza delle regioni a più alto reddito.
Chi è più a rischio di malattia renale cronica
Come prevedibile, la popolazione anziana fornisce il maggiore contributo nel conteggio della prevalenza della malattia renale cronica (CKD), specialmente per gli stadi più gravi da 3 a 5. La crescita esponenziale della MRC nelle ultime due decadi – rilevava un gruppo italiano sul Giornale Italiano di Nefrologia – la rende paragonabile a una malattia epidemica. Secondo diversi modelli epidemiologici la sua prevalenza potrebbe accrescersi ulteriormente nei prossimi anni per la tendenza all’invecchiamento della popolazione generale, l’aumento della sopravvivenza e l’affinamento delle tecniche diagnostiche.
Alla luce dei dati ISTAT che mostrano un progressivo aumento dei pazienti oltre i 65 anni (22.6% dell’intera popolazione) rispetto ai pazienti giovani, si prospetta, nei prossimi anni, un incremento dei pazienti affetti da MRC. In Italia, inoltre, l’età media di inizio dei trattamenti dialitici supera i 70 anni e, non raramente, si iniziano dialisi negli over-80.
Bibliografia
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Zhang T et al. Global, regional, and national burden of cardiovascular disease attributable to kidney dysfunction (1990–2021) with projections to 2050: analysis of the 2021 Global Burden of Disease study. Renal Failure 2025; 47: 2472039
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