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Mammografie e intelligenza artificiale per la prevenzione cardiovascolare

Attraverso la mammografia, con i dati elaborati dall’intelligenza artificiale (AI), si può predire il rischio dei pazienti di incorrere in gravi malattie cardiache, anche fatali. Queste le conclusioni di uno studio pubblicato sull’European Heart Journal da un gruppo di ricerca della Emory University di Atlanta e dalla Mayo Clinic di Phoenix, Arizona.
I termini dell’indagine
Lo studio, effettuato su circa 123mila donne di età compresa tra 49 e 79 anni, ha valutato i depositi di calcio nei vasi arteriosi delle mammelle con una mammografia X-ray standard utilizzata per lo screening. La calcificazione è stata descritta nelle categorie severa (serious), moderata (moderate), leggera (mild) o assente (zero). Successivamente, i ricercatori hanno posto in confronto le informazioni sul grado di calcificazione mammaria con i dati relativi all’insorgenza di eventi cardiovascolari, quali infarto del miocardio, ictus, scompenso cardiaco, e mortalità per tutte le cause. Tempo mediano di follow-up 7 anni.
I risultati
La calcificazione arteriosa mammaria quantificata tramite AI è un fattore predittivo indipendente di eventi cardiovascolari maggiori avversi (MACE) e di mortalità, sottolineano gli autori. Nel comunicato ufficiale ESC si precisa che le donne con calcificazione “mild” avevano un rischio di soffrire di gravi eventi CV del 30% superiore rispetto a chi non aveva alcuna calcificazione. Inoltre, sempre rispetto alla categoria zero, le donne con calcificazione moderata sono esposte a un rischio CV più alto del 70-75% e nelle donne con severa calcificazione il rischio raddoppia o triplica. Da notare che queste associazioni restano significative in tutte le fasce d’età, incluse le donne con un’età inferiore a 50 anni e sono indipendenti dai tradizionali fattori di rischio come fumo o diabete e dallo score PREVENT.
Un suggerimento di politica sanitaria
“Per i clinici si offre una modalità pratica per individuare le donne a rischio CV correntemente non individuate. I policymaker potrebbero considerarne l’integrazione nei programmi di mammografia raggiungendo potenzialmente decine di milioni di donne. Il passo principale consiste nell’integrare l’AI nel flusso di lavoro dell’imaging e stabilire linee guida chiare per informare medici e pazienti”, spiega Hari Trivedi della Emory University.
Dall’oncologia alla cardiologia
Nell’editoriale di accompagnamento, sullo stesso numero della rivista, Lori Daniels della University of California, aggiunge che, in Unione europea, due terzi delle donne di 50-69 anni d’età si è sottoposta a mammografia nei due anni precedenti; viceversa, meno del 40% delle donne conosce i propri livelli di colesterolo: “La calcificazione arteriosa mammaria ha il potenziale per ridefinire questa discrepanza, sfruttando una piattaforma di screening oncologico già ampiamente adottata al fine di identificare il rischio cardiovascolare nelle donne che, in caso contrario, potrebbero non partecipare ai programmi di prevenzione”.
Questi risultati, come riportano i ricercatori nel “Take home message”, indicano l’opportunità di un uso secondario delle mammografie per la stratificazione precoce del rischio CV durante lo screening mammario di routine.
Riferimenti
- Daniels LB. Breast arterial calcification: a trigger for dual pathways of prevention. European Heart Journal (2026) 00, 1–3 https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehag055
- Dapamede T et al. Artificial intelligence–based quantification of breast arterial calcifications to predict cardiovascular morbidity and mortality. European Heart Journal (2026) 00, 1–15 https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehag128
- ESC, marzo 2026. AI can predict risk of serious heart disease from mammograms. https://www.escardio.org/news/press/press-releases/ai-can-predict-risk-of-serious-heart-disease-from-mammograms/