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La preeclampsia può accelerare il rischio cardiovascolare long-term

Malattie cardiovascolari: le donne con storia positiva per preeclampsia rischiano di più
Le donne che durante la gravidanza si trovano a dover affrontare una diagnosi di preeclampsia sono esposte più precocemente, in maniera più accelerata, a una maggiore incidenza di fattori di rischio cardiovascolari, come ipertensione, ipercolesterolemia o diabete. Ciò affermato da una ricerca presentata a Milano durante i lavori dell’ESC Preventive Cardiology 2025 e pubblicata di recente sull’European Journal of Preventive Cardiology.
Oltre ai rischi a breve termine per la salute fetale e materna, la preeclampsia secondo alcuni studi può decisamente aumentare il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e ictus. “Nonostante sia conosciuto il rischio a lungo termine dopo l’insorgenza di preeclampsia, le linee guida non includono ancora raccomandazioni specifiche sulle tempistiche e la frequenza per un monitoraggio cardiovascolare sistematico, e probabilmente questo è dovuto alla carenza di dati empirici”, spiega Emma Janssen, del Maastricht University Medical Centre (Olanda) e prima Autrice della nuova indagine.
Per chiarire questo aspetto, i ricercatori olandesi hanno condotto uno studio retrospettivo sui dati di 1040 donne con una storia di preeclampsia e 518 donne normotese durante la loro gravidanza. I dati si riferiscono a un intervallo di tempo da 0.5 a 30 anni dopo il parto. Risultato: più alti tassi di ipertensione, diabete mellito e ipercolesterolemia in caso di preeclampsia rispetto alle gravidanze senza elevazione pressoria (AHR 2,6). Non solo, ma i fattori di rischio emergono, in media, 8 anni prima nel gruppo preeclampsia.
Le conclusioni di Janssen e collaboratori: “Nelle donne che hanno sviluppato preeclampsia i fattori di rischio si presentano una decade prima e in maniera predominante, ma non esclusiva, a causa di un prematuro e accelerato sviluppo di ipertensione. La valutazione sistematica del rischio CV è giustificata a partire dai 35 anni d’età e dovrebbe essere fatta regolarmente, almeno ogni 5 anni, per consentire alle donne di ricevere misure preventive appropriate per ridurre il loro rischio elevato e le potenziali conseguenze”
La gravidanza è uno dei criteri di esclusione dello studio CVRISK-IT. Tuttavia, il riscontro anamnestico di preeclampsia appare sempre più importante nella valutazione del rischio cardiovascolare delle partecipanti.
Bibliografia:
– Janssen E et al. Evaluation of the age-related prevalence of cardiovascular risk factors to guide systematic long-term follow-up after preeclampsia, Milano 4 aprile 2025
– Janssen E et al. Hypertension and cardiometabolic disorders appear 5-10 years earlier in women with pre-eclampsia. Eur J Prev Cardiol 2025 Apr 23: zwaf187. doi: 10.1093/eurjpc/zwaf187
– Okoth K, Chandan JS, Marshall T, et al. Association between the reproductive health of young women and cardiovascular disease in later life: umbrella review. BMJ. 2020:371:m3502