News
CV-Prevital, primi dati su obesità addominale e rischio cardiovascolare
In occasione del Congresso della Società Europea di Prevenzione Cardiovascolare (ESC Preventive Cardiology 2026) tenutosi a Lubiana (Slovenia) dal 23 al 25 Aprile 2026, i ricercatori del Policlinico San Donato hanno presentato i dati preliminari dello studio ancillare condotto nell’ambito del progetto CV-Prevital (Primary Cardiovascular Prevention in the Italian Population) presso l’IRCCS Policlinico San Donato. I ricercatori si sono concentrati sugli aspetti legati al sovrappeso e all’obesità e al maggior rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, integrando dati clinici (fattori di rischio CV, misurazioni antropometriche e pressione arteriosa) con dati laboratoristici (profilo lipidico) e di imaging (EcocardioColorDoppler ed Eco-Doppler TSA).

Grasso addominale
“L’ Indice di Massa Corporea (BMI – Body Mass Index) non è sempre il miglior indicatore di obesità perché non tiene conto della quantità e della distribuzione del grasso corporeo (es. intorno al cuore, noto come tessuto adiposo epicardico-EAT) che può variare notevolmente tra soggetti che presentano gli stessi indici di massa corporea. In realtà, è l’eccesso di grasso addominale, valutato indirettamente tramite la misurazione della circonferenza addominale, ad essere considerato il principale responsabile dell’infiammazione di basso grado che aumenta il burden aterosclerotico”, commenta Serenella Castelvecchio, cardiologa e Responsabile del Programma di Medicina di Genere presso l’IRCCS Policlinico San Donato (Milano).
Lo studio
Lo studio ha valutato l’associazione tra obesità e struttura cardiaca in una popolazione selezionata di soggetti asintomatici privi di ipertensione, dislipidemia, diabete mellito, malattia renale cronica e abitudine al fumo. A questo scopo sono stati selezionati 512 partecipanti, 69 dei quali classificati come obesi sulla base di criteri integrati comprendenti BMI ≥30 kg/m² e parametri di adiposità centrale (waist-to-height ratio ≥0,5 oppure circonferenza vita superiore ai valori soglia definiti dall’OMS).
L’analisi ecocardiografica ha mostrato che i partecipanti con obesità presentavano segni precoci di rimodellamento cardiaco, caratterizzati da una maggiore massa del ventricolo sinistro rispetto ai soggetti senza obesità. Inoltre, sono stati osservati volumi dell’atrio sinistro più elevati e un maggiore spessore del tessuto adiposo epicardico, il grasso localizzato intorno al cuore.
Sul piano funzionale, i soggetti con obesità mostravano una lieve riduzione della frazione di eiezione ventricolare, mentre il Global Longitudinal Strain (GLS) risultava conservato.
Segni precoci di danno vascolare e cardiaco
I risultati indicano che l’obesità addominale è associata a modificazioni strutturali cardiache precoci anche in assenza delle malattie cardiometaboliche maggiori.
“Il messaggio clinico delle nostre indagini è che l’obesità addominale non è solo un problema metabolico o estetico, ma può essere associata a segni precoci di danno vascolare e cardiaco. In un’ottica di prevenzione primaria, questi dati sostengono l’importanza di identificare precocemente i soggetti con adiposità centrale e di predisporre interventi mirati sullo stile di vita, sul controllo del peso e sui fattori di rischio modificabili, superando i parametri tradizionali”.
LEGGI TUTTE LE PUBBLICAZIONI DI CV-Prevital
Riferimenti
- Guida G et al. Anthropometric Predictors of Subclinical Atherosclerosis in Primary Prevention: insights from CV-Prevital. ESC Preventive Cardiology 2026.
- Attanasio A et al. Impact of obesity on cardiac structure and function in adults without major comorbidities: insights from CV-Prevital. ESC Preventive Cardiology 2026.