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I VALORI DEL PAZIENTE: SALUTE O BENESSERE?

Quanto pesa il benessere del paziente nelle sue priorità legate alla salute? Benessere in quanto elemento di inserimento della persona nel suo ambiente, nel suo contesto familiare e sociale. L’impegno a collaborare con il paziente, per dare vita ai suoi anni, e non solo per dare anni alla vita. Perché questa valga la pena di essere vissuta.

Una suggestione dalla Lettura Magistrale del Prof. Gianfranco Gensini al I°Annual Meeting della Rete Cardiologica.

 

Se il concetto di malattia secondo alcuni è superato, il concetto di salute è forse più importante. Ma, scriveva nel 2008 Richard Smith, Direttore della Point of Care Foundation dal 3 giugno 2019, “che cos’è la salute? Per la maggior parte dei medici, questa è una domanda poco interessante. I medici sono interessati alle malattie, non alla salute. La salute, per I medici, è una condizione negativa, l’assenza di malattia. – In effetti, la salute è un’illusione. Se lasci che i dottori si mettano al lavoro con le loro analisi genetiche, esami del sangue e tecniche di imaging avanzate, allora tutti risulteranno difettosi, ‘malati’. (…) Potremmo aver raggiunto uno stadio in cui il concetto di malattia ha cessato di essere utile?”.

Se prendiamo in considerazione una ipotetica paziente, – aggiungeva ancora Richard Smith, che è stato chief executive del BMJ publishing group e Direttore della United Health Chronic Disease Initiative, per la lotta alle malattie croniche nel Sud del mondo, – “con insufficienza cardiaca, diabete, asma e artrosi, il suo cardiologo curerà la sua insufficienza cardiaca, il suo diabetologo il suo diabete, il suo pneumologo, l’asma e il suo reumatologo, l’artrosi. E il suo medico generico scriverà le prescrizioni relative. Però, in realtà, (questa signora) non è molto interessata alle sue malattie, e non è preoccupata di morire. In effetti, se potesse andare a trovare suo figlio in Australia ancora una volta, accetterebbe la morte: la vita non è stata più la stessa da quando suo marito è morto. Ha bisogno di un agente di viaggio, non di cinque dottori. Ma i medici vengono forniti dal servizio sanitario nazionale e gli agenti di viaggio no”.

L’ipotetica paziente descritta da Richard Smith evoca facilmente analogie con la complessità delle storie di salute (e di malattia) con cui i clinici si trovano a interagire quotidianamente. Tale complessità mette in discussione la sufficienza del modello biomedico tradizionale, – in cui al centro dell’azione medica si trova l’individuazione e la correzione di una o più anomalie biologiche, – e mette invece in luce le innumerevoli declinazioni individuali di salute delle singole persone.

Dunque, forse, è il benessere del paziente, della persona, a essere altrettanto importante; il benessere in quanto elemento di inserimento della persona nel suo contesto con gli aspetti ambientali, gestionali e così via. Insomma, dare vita agli anni, oltre a dare anni alla vita, perché valga la pena di essere vissuta.

 

Rete Cardiologica IRCCS

Redazione contenuti: Next Health